CRISTIANO RONALDO: CR 7

LA SUA VITA!

È nato nel 1985 a Funchal da Maria Dolores dos Santos Aveiro e José Dinis Aveiro, in un momento in cui la famiglia passava un periodo di grave disagio economico. Il padre morì nel 2005 in seguito a problemi di alcolismo.

Il nome Cristiano è dovuto alla fede cristiana della madre, mentre il secondo nome, Ronaldo, fu scelto in onore di Ronald Reagan, attore preferito del padre e presidente degli Stati Uniti a quell’epoca.

Ha un fratello maggiore, Hugo (nato nel 1975), e due sorelle maggiori, Elma (nata nel 1974) e Liliana Cátia (nata nel 1976). 

Ha origini capoverdiane.

Nel luglio 2010 ha annunciato la nascita del suo primogenito, Cristiano Jr., decidendo di non rivelare l’identità della madre e di assumere la custodia esclusiva del bambino. 

L’8 giugno 2017 è diventato padre di due gemelli, un maschio (Mateo) e una femmina (Eva), nati da madre surrogata.

Il 12 novembre 2017 diventa padre di Alana Martina, avuta da Georgina Rodriguez, figlia dell’allenatore di calcio Jorge Eduardo Rodriguez Gorjon e sua compagna dal 2016.

Nel 2016, a Funchal, è stato aperto un museo interamente dedicato alla sua carriera.

Cristiano Ronaldo si è spesso distinto anche per le sue azioni fuori dal campo di gioco: vicino alla causa palestinese, nel 2012 ha venduto all’asta la Scarpa d’oro ottenuta l’anno precedente, destinando il ricavato (un milione e mezzo di euro) al finanziamento di scuole per i bambini di Gaza; 

Nel febbraio 2013 ha consegnato un assegno di 100 000 euro ricevuto dalla UEFA al Comitato Internazionale della Croce Rossa; 

Nel marzo 2014 ha donato a una famiglia spagnola 70 000 euro per finanziare completamente le cure di un bambino affetto da una malattia al cervello.

GOSSIP?

Il 5 febbraio 1985 (Acquario), nella città più grande dell’isola di Madera, in Portogallo, nacque una leggenda: Cristiano Ronaldo. Era un pessimo studente, un figlio disubbidiente, uno che col suo pallone disturbava tutto il vicinato (che non era affatto contento)…nessuno forse si aspettava riuscisse ad arrivare così lontano nella vita! Oggi è uno dei calciatori di maggiore talento (e tra i più pagati), un’imprenditore di successo e un discreto playboy (in via di redenzione). La sua carriera calcistica è sotto agli occhi di tutti, soprattutto visti i tanti successi, ma c’è molto di più da scoprire sulla sua vita privata…

Fidanzato?

Georgina Rodriguez, classe 1995, è la giovanissima modella che fa coppia con CR7 dal 2016. Ex ballerina classica, ha un’avviata carriera nel mondo della moda. Inizialmente, nessuno ci avrebbe scommesso (visto il passato da latin lover di lui) eppure la giovane gli ha dato persino una figlia, Alana Martina, nata il 12 novembre 2017 

Georgina Rodriguez “Siamo molto felici e grati a Dio per la salute della nostra piccola Alana Martina e naturalmente per quella dei nostri tre piccoli di casa, che  non vedo l’ora di abbracciare e mangiare di baci”, hanno annunciato sui social. 

Cristiano Ronaldo: figli e vita privata 

La lista delle sue ex fidanzate è veramente impegnativa: tante, bellissime e molto provocanti. Tra le relazioni più importanti ricordiamo quella con la bellissima Irina Shayk, che non fu clemente dopo la loro rottura. Il motivo alla base della loro rottura? I ripetuti tradimenti di Cr7. 

Dal 2016, però fa coppia fissa con Georgina e insieme a lei si dedica ai quattro figli di: Cristiano Jr, Eva e Mateo (avuti da madre surrogata) e infine Alana Martina. I piccoli, appaiono spesso sul profilo Instagram del calciatore, felici e affiatati. 

Non è chiaro chi sia la madre del primo figlio di Ronaldo, ma pare che lui ne abbia la custodia esclusiva. Il bambino stesso avrebbe dei dubbi, come aveva raccontato la mamma del calciatore, Maria Dolores Aveiro,  a Diario de Noticias: “Cristiano jr. chiede spesso chi sia la sua mamma. Se, quando sarà grande, vorrà conoscere l’identità della sua mamma biologica, sarà una sua decisione e nessuno glielo impedirà”. 

Nonostante la folta schiera di donne del suo passato, c’è chi insinua sia tutta una copertura e che Cristiano Ronaldo sia gay. Una notizia in particolare, nel 2015, ha fatto il giro del mondo. Era stato lo show tv ‘Touche pas à mon sport!‘, a riportare di una sua (presunta) relazione con il kickboxer marocchino Badr Hari. Gossip che fu ripreso dalle testate di tutto il mondo, il The Sun in primis. Ci ha pensato una sua ex fiamma, Nereida Gallardo, a difenderlo: “Cristiano gay? Quando stava con me assolutamente no, ve lo posso assicurare“, ha raccontato a Vanity Fair. 

Dove abita Cristiano Ronaldo? 

Dopo l’accordo con la Juventus, Cristiano Ronaldo è andato a vivere a Torino, in una meravigliosa villa che ha ospitato lui e tutta la sua famiglia. L’enorme abitazione si trova dietro il monumento della Grand Madre ed è dotato di tutti i comfort necessari. Linee minimal, design ultra moderno e un quartiere discreto che permette serenità ai suoi abitanti: tra le comodità non possono mancare una piscina, la palestra e il terrazzo solarium per godersi il sole tutto l’anno. 

Cristiano Ronaldo: stipendio e guadagni 

Il nome di Ronaldo è sempre in cima alle top ten dei Paperoni del mondo del calcio. Secondo Forbes, i suoi guadagni ammonterebbero a 93 milioni di dollari annui, cifra che lo renderebbe il più pagato degli sportivi a livello mondiale. Il suo contratto, stipulato con la Juventus, gli permette di portare a casa 31 milioni di euro l’anno, ossia 1 euro ogni secondo! Il bomber guadagna parecchi soldi grazie alla sua immagine, con pubblicità, sponsor e in qualità di testimonial. Il più importante sarebbe quello, a vita, con Nike. E, inoltre, pensa al suo futuro con investimenti diversificati, come gli hotel di lusso Pestana CR7 Hotel. 

Ha anche il suo brand di abbigliamento, CR7, e una sua catena di palestre, CR7 Crunch Fitness. Durante la conferenza stampa del match di Champions Manchester United – Juventus ha sfoggiato un orologio  da 2 milioni di euro, tempestato di diamanti rossi e bianchi. Un gioiello che non è passato di certo inosservato… Nel 2019, poi, sul web è comparsa una classifica delle star che guadagnano di più grazie alle foto postate su Instagram e CR7 si è aggiudicato il terzo posto, dopo Kylie Jenner e Ariana Grande. Per ogni post – come riportato da Hobber Hg – il calciatore guadagnerebbe ben 975mila dollari. 

Autore: Giulia Panzeri 1B LSS

Sitografia:

www.donnaglamour.it

it.wikipedia.org/wiki/Cristiano_Ronaldo

Sara Anzanello

Storia e successi  

Cresciuta a Ponte di Piave, nel trevigiano, la carriera di Sara Anzanello, famosa pallavolista italiana di ruolo centrale,  inizia nelle giovanili del Volley Salgareda; 

Dopo l’esordio in serie A (1995), nel 1998, prima di entrare a far parte del Club Italia, vince la medaglia d’oro al campionato europeo con la nazionale italiana Under-19,.

Nella stagione 1999-00 viene ingaggiata a Novara, con la quale resta per dieci anni, ottenendo la promozione in serie A1 nel 2001.

Nella stagione 2009-10 lascia Novara per trasferirsi nella neo-promossa Villa Cortese.

Nella stagione 2011-12 viene ingaggiata dall’Azərreyl Voleybol Klubu, col quale gioca fino al 14 marzo 2013, quando viene ricoverata all’ospedale Niguarda di Milano per essere sottoposta urgentemente ad un trapianto di fegato dopo aver contratto una grave forma di epatite. Dopo alcuni giorni d’attesa e trovato un fegato, seppur non compatibile, l’intervento risulta perfettamente riuscito.

Nella stagione 2014-15 lavora come supporto team manager per il Club Italia, impegnato in Serie A2. Nella stagione seguente ritorna in campo Novara, giocando però con]

Tornata all’ospedale a causa di un linfoma che aveva iniziato a manifestarsi solo qualche mese prima, è morta all’ospedale Niguarda di Milano il 25 ottobre 2018.

Il 27 maggio 2019 è uscito il libro postumo “Chiamatemi ancora Anza”.  

LIBRO 
In un racconto struggente, Sara Anzanello, campionessa mondiale di pallavolo, obbedendo a una sorprendente vocazione eclettica, ha voluto e saputo lasciare testimonianza di sé e della propria esperienza. Il testo, restituito nella sua integrità originale, ci consegna, in un vortice drammatico, incalzante e mozzafiato, un’immagine nuova e inedita della giocatrice azzurra: quella di una ragazza vera e genuina, dall’inguaribile ironia e passionalità, animata da una tenace quanto invidiabile forza, dall’inestinguibile gioia di vivere.

Autore: Marta Negri 1B LSS

Sitografia:

Wikipedia

NOI TUTTI CON DELLE SEMPLICI AZIONI POSSIAMO COMBATTERE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Questo cambiamento climatico è causato dalle attività umane, come la combustione di combustibili fossili, la deforestazione e l’allenamento del bestiame, che influenzano la temperatura terrestre e incidono sul clima. Queste attività aggiungono enormi quantità di gas serra a quelle presenti nell’atmosfera alimentando l’effetto serra e il riscaldamento globale.

Sappiamo che le emissioni di CO2 di origine umana sono molto più piccole in confronto a quelle naturali, il fatto è che le emissioni naturali sono controbilanciate dall’assorbimento da parte della natura, nel complesso si ha quindi un equilibrio; sono le emissioni di CO2 dell’uomo che alterano l’equilibrio naturale.

Questi gas, visto che la Terra è in grado di riconvertire solo parte dei gas in eccesso, si immagazzinano nell’atmosfera peggiorando l’effetto serra e provocando degli effetti sul cambiamento climatico, per esempio l’aumento delle temperature, la fusione dei ghiacciai, l’innalzamento del livello dei mari, l’aumento di eventi atmosferici estremi e altri.

Anche con semplici gesti quotidiani possiamo ridurre le emissioni senza pregiudicare la qualità della nostra vita per esempio:

1) riducendo di 1 grado la temperatura nella nostra abitazione si riducono di circa 300kg e emissioni di CO2 per abitazione ogni anno

2) regolando il termostato in base alle ore più fredde e anche in base alla nostra presenza in casa (risparmiamo fino al 15%)

3) per ridurre fino al 70% la
perdita di energia di una casa bisognerebbe avere le finestre a doppio vetro

4) è importante un buon isolamento della casa e delle tubature di riscaldamento, dei serbatoi di acqua calda

5) sbriniamo regolarmente il frigo

6) non lasciare aperto il frigo quando si prendono le cose

7) non posizionare la temperatura del frigo al massimo, fa solo consumare energia e non garantisce una conservazione degli alimenti.

8) puliamo il condensatore dietro il frigo per limitare la dispersione del calore e aumentare l’efficienza energetica.

9) non mettere nel frigo alimenti caldi o tiepidi e per scongelarli non usare il microonde ma tirarli fuori il giorno prima

10) tagliando le verdure a dadini si riducono i tempi di cottura e nelle preparazioni al vapore o lesse meglio usare solo la quantità necessaria

11) per risparmiare il 50% di gas o elettricità, consideriamo il fatto di fare più infornate insieme e spegnere il forno o il fornello prima della fine della cottura

12) quando dobbiamo stirare aspettiamo di avere la pila di panni, così evitiamo di scaldare il ferro ogni volta

13) meglio l’illuminazione a LED che le classiche lampadine, durano fino a 100000 ore e non producono scorie e inquinamento

14) per risparmiare fino a 100000W l’anno prendiamo LCD per il PC, se ancora non l’abbiamo fatto: costano poco, sono belli, leggeri e ci permettono di economizzare.

Commento

Secondo me il cambiamento climatico si potrebbe evitare se tutti quanti aiutassimo e rispettassimo anche solo alcune regole o alcuni consigli per migliorare il nostro pianeta, perché se continuiamo così nel giro di qualche anno andrà a finire che il mondo che abbiamo sempre visto svanirà, lo renderemo un mondo peggiore. Dobbiamo cercare tutti quanti di aiutare in qualche modo per un mondo migliore.

Autore Marco Rossi 1 B LSS

Sitografia: www.informagiovani-italia.com/cambiamento_climatico_cosa_fare.htm

MORIRE DI PETROLIO

Cremona è una città per molti aspetti bella, gradevole, la puoi girare a piedi e in bicicletta, ha un centro storico da mozzare il fiato. Ma è anche un luogo dove si vive pericolosamente, perché ha un alto sviluppo industriale, e si tratta di industrie di tipo pesante.

Vedi la Raffineria di  Cremona TAMOIL che nel corso dei suoi anni di produzione non ha fatto altro che contribuire, in modo importante, all’inquinamento della falda acquifera.

Un vero e proprio disastro ecologico che ha fatto riflettere, e continua tuttora a farci pensare. Non è pensabile che si possa dare il benestare a questo tipo di attività produttiva senza verificarne in modo regolare e costante l’operato e soprattutto senza verificare i rischi che da essa ne possono scaturire.

Milioni di metri cubi di acqua ogni giorno sono venuti a contatto con il petrolio che è penetrato nelle falde ed ha creato in breve tempo delle falde acquifere inquinate agli idrocarburi.

Le analisi che l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) ha effettuato  hanno evidenziato gravissimi danni ambientali e pericoli nocivi alla salute della popolazione.

Raffineria di Cremona – inquinamento della falda

Le concentrazioni di idrocarburi rilevate, sono ben 2000 volte oltre il parametro consentito.

Si sono riscontrati anche altri valori al limite consentito, per le seguenti sostanze:

Tricloroetilene: che è una sostanza nociva i cui effetti potrebbero portare a danni irreversibili;

Tetracloroetilene: che è un ottimo solvente per sgrassare i metalli, ma che è altrettanto nocivo per la vita umana.

Una situazione devastante e inammissibile!

A lato di un positivo incremento economico purtroppo si è rilevato un tasso di mortalità e di malattia che nel corso degli anni è cresciuto sempre di più, e che purtroppo continuerà a crescere.

Autore: Tommaso Castro 1 B LSS

Sitografia:

Corriere della Sera

La cronica di Cremona

Un disastro catastrofico

Il disastro della Deepwater Horizon ė una catastrofe avvenuta il 20 aprile del 2010 nella quale è esplosa una piattaforma petrolifera nel golfo del Messico, è stato il più grave disastro ambientale della storia americana e ne risentiamo ancora oggi. La causa è una esplosione a 1500 metri di profondità mentre si stava estraendo il petrolio dal pozzo Macondo; improvvisamente esso ha preso fuoco ed ha cominciato a risalire fino a far esplodere l’intera piattaforma fin quando non è affondata 2 giorni dopo.

Il petrolio è risalito a ritmo di 1000 barili al giorno e delle 126 persone a bordo 11 hanno perso la vita è 17 sono rimaste ferite.

Per fermare la fuoriuscita continua di petrolio, si sono svolte delle operazioni.

A maggio con l’operazione top kill si è cercato di creare un tappo di cemento armato di 100 tonnellate ma senza nessun risultato.

Con l’operazione cut and cap avvenuta il 19 settembre 2010 si è cercato di inserire una nuova valvola di contenimento per il petrolio, ma esso non ha smesso di fuoriuscire.

L’ultima operazione è stata la static kill in cui è stato creato un apposito tappo, ma le conseguenze sono tuttora molto gravi, infatti la Deepwater Horizon ha riversato circa 4,2 milioni di barili di petrolio, creando una chiazza grande 3 volte la Sicilia ed è 16 volte più grave dell’esplosione della petroliera Exxon Valdez nel 1989.

In ordine, gli stati più colpiti sono: Louisiana, Alabama, Mississippi e Florida. Inoltre il petrolio ha aumentato alcuni fenomeni come la corrosione delle scogliere.

Dal punto di vista della fauna, secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration, l’area del Golfo del Messico è l’habitat di 22 specie di mammiferi e 5 specie di tartarughe marine e, dal momento in cui è esplosa la piattaforma petrolifera, la popolazione è scesa del 50 per cento, il tasso di mortalità dei delfini è 4 volte superiore alla media, nell’ arco di 6 anni sono morti dai 500000 agli 800000 uccelli e i nidi delle tartarughe di Kemp sono diminuite del 35 per cento.

Sotto il punto di vista economico, la marea nera ha causato danni enormi.

Partendo dalla pesca, si stima un valore compreso tra i 3,5 e i 4,5 miliardi di dollari e la B.P. (British Petroleum), oltre che aver speso 6 miliardi per le strutture, ha dovuto risarcire 5,5 miliardi di dollari nel 2015. Per il presidente Trump tutto questo non è abbastanza, infatti ha vietato l’uso delle trivelle off-shore, quelle utilizzate durante questa catastrofe.

Per me, questo disastro è stato tra i più catastrofici della storia umana ed ha avuto conseguenze devastanti per l’ambiente.

Autore: Riccardo Sartori 1B LSS

Sitografia:

Lifegate

Wikipedia

UN’ ISOLA DI SPAZZATURA

È un grande accumulo di spazzatura galleggiante situato nell’Oceano Pacifico settentrionale ed è conosciuto con il nome di ‘Great Pacific Garbage Patch’. Questa isola di spazzatura è nata dall’azione della corrente oceanica ‘North Pacific Subtropical Gyre’ che, con una sorta di movimento a spirale, attira e intrappola i rifiuti al suo interno. Nessuno sa con esattezza quanta sporcizia sporcizia contiene questo accumulo di spazzatura, ma una cosa è certa: circa l’80% dei detriti deriva da attività terrestri mentre il restante 20% proviene da imbarcazioni da diporto, piattaforme petrolifere, container caduti, grandi navi che scaricano direttamente in acqua.

Gran parte di questo pattume, inoltre, non è biodegradabile ed è composto da materie plastiche che si disintegrano in pezzettini sempre più piccoli senza mai andarsene del tutto. I rifiuti marini sono molto dannosi: le particelle plastiche, scambiate per cibo, vengono ingerite dagli animali che o muoiono o introducono questo elemento all’interno della catena alimentare. I mammiferi marini possono rimanere impigliati nelle reti da pesca abbandonate e annegare e infine l’immondizia in superficie blocca la luce del Sole impedendo la normale crescita di plancton e alghe, elementi fondamentali della catena alimentare marina. Questi pericoli sono:

1- South Pacific Garbage Patch

2- Indian Ocean Garbage Patch

3- North and South Atlantic Garbage Patch

La Great Pacific Garbage Patch

Aggravati dal fatto che la plastica rilascia sostanze inquinanti nocive che causano problemi ambientali.

Il ‘Great Pacific Garbage Patch’ è lontano dalla costa di qualsiasi Paese, quindi, nessuna nazione se ne assume la responsabilità, ma in molti concordano sul fatto che limitare o eliminare l’uso di materie plastiche in favore di risorse biodegradabili sarà il modo migliore per ripulire l’oceano.

Il ‘Great Pacific Garbage Patch’ è lontano dalla costa di qualsiasi Paese, quindi, nessuna nazione se ne assume la responsabilità, ma in molti concordano sul fatto che limitare o eliminare l’uso di materie plastiche in favore di risorse biodegradabili sarà il modo migliore per ripulire l’oceano.

COMMENTO PERSONALE

Secondo me questo fenomeno potremmo estinguerlo prendendo dei provvedimenti, come utilizzare meno plastica e fare la raccolta differenziata, anche perché altrimenti modificheremo l’ecosistema marino.

Autore: Giulia Panzeri 1B LSS

Sirografia:

www.treedom.net/it/blog/post/great-pacific-garbage-patch-1498

it.m.wikipedia.org/wiki/Pacific_Trash_Vortex

UNITI CONTRO IL NEMICO INVISIBILE

Oms: la microplastica nell’acqua potabile

L’ Oms ritiene che gli attuali livelli di microplastiche nell’acqua potabile non rappresentino, ancora un pericolo per la salute, ma se le emissioni di plastica nell’ambiente continueranno a ritmo attuale si verificherebbero rischi enormi per gli ecosistemi acquatici e di conseguenza per la salute umana.

Ogni settimana ingeriamo microplastiche pari al peso di una carta di credito

Un studio australiano afferma che ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani e il problema di questo inquinamento è salito ai primi posti nelle battaglie ambientali da risolvere secondo questo studio in media ingeriamo 5g di plastica in sette giorni.

Che cosa sono?

Le microplastiche sono piccole particelle di materia plastica generalmente più piccole di un millimetro.

Esistono due categorie di microplastica: le primarie realizzate intenzionalmente dall’uomo e le secondarie derivanti dalla degradazione del materiale plastico provocata da agenti atmosferici, chimici e fisici. (Grande chiazza di immondizia del Pacifico).

Da dove derivano?

Provengono da diverse fonti tra cui: cosmetica, abbigliamento e processi industriali

Dove si trovano?

Le microplastiche sono ovunque: nelle acque, nel suolo, negli animali e nell’uomo. Ogni chilometro quadrato di oceano contiene in media 63320 particelle di microplastica; il Mar Mediterraneo è uno dei mari più inquinati al mondo. Sono state ritrovate nella fauna marina, sulle nevi, ma anche in alimenti come il sale marino, la birra e il miele. Si trovano anche nelle carni; infatti pollame, suini e bovini vengono nutriti con farine di  pesce. Sono presenti anche nell’acqua del rubinetto.

Commento

 L’ inquinamento da microplastiche é un argomento molto sentito: il mondo è nelle nostre mani e dobbiamo proteggerlo ad ogni costo. È fondamentale prendere coscienza che è necessario agire in modo radicale e tempestivo per evitare di superare il punto di non ritorno.

Autore: Tarikua Majocchi 1B LSS

Sitografia:

Wikimedia 

La Repubblica

LISA NEWSPAPER

Cos’è la plastica?

Una serie di polimeri creati in laboratorio, realizzata con petrolio, carbone e gas naturali, che nella nostra vita viene usata per qualsiasi cosa. E’ in fatti un materiale leggero, resistente, bello da vedere, igienico, versatile e piacevole al tatto. Oggi la plastica è vista come un nemico, ma per decenni è riuscita a mostrare soltanto il lato migliore di sè.

ANIMALI INDIFFERENZIATI

Una ricerca pubblicata nel 2015 ha rilevato che fino al 90 per   cento degli uccelli marini di tutto il mondo ha residui di plastica nelle viscere, ingeriti perché confusi per cibo.

Il problema, naturalmente, non riguarda solo gli uccelli marini, ma, tra gli altri, anche i cetacei. Lo scorso giugno, ad esempio, in Thailandia è stato rinvenuto un globicefalo in fin di vita che aveva ingerito oltre ottanta buste di plastica per un peso complessivo di circa otto chili.

Anche le tartarughe marine sono in pericolo, questi antichi     rettili scambiano per meduse i rifiuti di plastica e li inghiottono

Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della California Santa Barbara, dell’Università della ha rivelato che metà della plastica oggi esistente è stata prodotta negli ultimi tredici anni, la maggior parte della quale è stata usata una sola volta, per poi essere gettata. Una grande quantità di questa plastica finisce nei fiumi e da lì termina la sua corsa negli oceani, nei quali si stima si riversino otto milioni di tonnellate di plastica ogni anno.

Secondo un rapporto pubblicato nel 2016 dalle Nazioni Unite, i rifiuti marini, composti in prevalenza da plastica, minacciano la sopravvivenza di oltre 800 specie animali che muoiono ingerendo o restando intrappolate nei rifiuti.

Che altro dire…? Nulla, è il momento di fare…di fare tutti attenzione a cosa compriamo al supermercato evitando gli alimenti imballati in plastica, evitando di buttare i rifiuti nei fiumi, mari ed in generale occorre che imparare a gestire la plastica negli appositi contenitori di pattumiera.

Autore: Luca Albani 1B LSS

Sitografia:

www.lifegate.it/persone/news/come-plastica-uccide-animali-marini                                                                                                                                 

IL DISASTRO DI SEVESO

Sabato 10 luglio 1976 ore 12.40, nel reparto B dello stabilimento ICMESA di MEDA, importante industria chimica che lavorava prodotti chimici di base e prodotti farmaceutici, vi fu un grave incidente che causò la fuoriuscita di una nube di diossina: è considerato il più grave disastro ambientale mai avvenuto in Italia.

Gli effetti sulla popolazione furono immediati sopratutto dal punto di vista dermatologico, dopo 2 giorni sono comparsi i primi casi di Cloracne, malattia correlata alla diossina.

Alle 12.37 il sistema di controllo di un reattore chimico andò in avaria, L alta temperatura provoco una reazione che portò alla formazione di un tipo di Diossina tra i più tossici e pericolosi. Che fuoriuscì nell aria e si disperse trasportata dal vento la nube tossica colpi i comuni di Meda,Seveso,Cesano Maderno e Desio.

Incremento, dopo 25 anni di ricerche di neoplasie del tessuto linfatico, linfomi non-hodgkin, aumento dei decessi per Leucemie. Lo studio conferma il rischio tossico delle esposizione alla diossina nell’ uomo.

Non conoscevo questo avvenimento e mi ha spaventato sapere che è successo vicino a noi ed e molto simile a quello che stiamo vivendo adesso.

La notizia fu confermata solo il 14 luglio e ICMESA chiusa il 18 luglio, vennero avvisati i cittadini di Meda e Seveso di non toccare ortaggi, terra e animali e di mantenere scrupolosa igiene. Solo dopo 14 Giorni cominciarono le evacuazioni e il territorio di Seveso fu suddiviso in tre zone in base al livello di contaminazione della terra.

Zona A

le case furono demolite, le piante morirono e migliaia di animali furono abbattuti, il terreno venne asportato e sostituito con nuova terra non inquinata, furono piantati nuovi alberi che hanno dato origine al parco naturale bosco delle querce.

Zona B

interesso anche i comuni di Cesano Maderno e desio ed era la zona con un minor tasso di inquinamento.

Zona R (zona di rispetto)

non inquinata che interesso una superficie di 1400 ettari.

Autore: Elia Varisco 1B LSS

Bibliografia e Sitografia:

La stampa,Wikipedia e il bosco delle querce

LA POESIA

Se penso alla poesia mi viene subito in mente la materia che ognuno di noi studia al liceo. Noi, ragazzi e ragazze, a cui spesso importa solo di fare festa e svagarci.


Spesso non ci rendiamo conto di molte cose, l’importanza della cultura ad esempio.
Ho deciso di parlare di poesia perché è una delle più grandi e toccanti ispirazioni che i grandi poeti ci possono regalare, condividendo: passioni, dolori, gioie, amore, tristezza e a volte persino ignoranza. Penso che la poesia sia utile a capire noi stessi, fa riflettere su molte cose.

Può aiutarci a rivivere vecchi ricordi, può aiutarci ad aspirare a nuovi obiettivi nella vita. Le poesie regalano emozioni.

La parola poesia non mi fa pensare semplicemente alle poesie scritte da Pascoli, grande poeta studiato recentemente, essa mi fa pensare anche a testi di canzoni e a frasi dette senza pensare. In ogni gesto c’è poesia, in uno sguardo rubato, in un bacio per un amico, in un abbraccio ad una madre.

Ognuno di noi ha una vena artistica o una parte poetica nel profondo, di questo ne sono certa . Spesso c’è chi decide di scovarla e coltivarla, molte volte, invece, non si riesce nemmeno a vederla. Invito chiunque a leggere se stessi, ma non solo.

Invito le persone, i ragazzi, i bambini a leggere poesie, non solo le poesie del passato o attuali, scritte su un foglio e divenute famose. Semplicemente leggere le poesie dei nostri gesti più insignificanti e quotidiani, sentirle dentro di noi è un traguardo straordinario.

Autore: Bianca Malara 2B LSS