Oms: la microplastica nell’acqua potabile
L’ Oms ritiene che gli attuali livelli di microplastiche nell’acqua potabile non rappresentino, ancora un pericolo per la salute, ma se le emissioni di plastica nell’ambiente continueranno a ritmo attuale si verificherebbero rischi enormi per gli ecosistemi acquatici e di conseguenza per la salute umana.
Ogni settimana ingeriamo microplastiche pari al peso di una carta di credito
Un studio australiano afferma che ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani e il problema di questo inquinamento è salito ai primi posti nelle battaglie ambientali da risolvere secondo questo studio in media ingeriamo 5g di plastica in sette giorni.

Che cosa sono?
Le microplastiche sono piccole particelle di materia plastica generalmente più piccole di un millimetro.
Esistono due categorie di microplastica: le primarie realizzate intenzionalmente dall’uomo e le secondarie derivanti dalla degradazione del materiale plastico provocata da agenti atmosferici, chimici e fisici. (Grande chiazza di immondizia del Pacifico).
Da dove derivano?
Provengono da diverse fonti tra cui: cosmetica, abbigliamento e processi industriali
Dove si trovano?
Le microplastiche sono ovunque: nelle acque, nel suolo, negli animali e nell’uomo. Ogni chilometro quadrato di oceano contiene in media 63320 particelle di microplastica; il Mar Mediterraneo è uno dei mari più inquinati al mondo. Sono state ritrovate nella fauna marina, sulle nevi, ma anche in alimenti come il sale marino, la birra e il miele. Si trovano anche nelle carni; infatti pollame, suini e bovini vengono nutriti con farine di pesce. Sono presenti anche nell’acqua del rubinetto.
Commento
L’ inquinamento da microplastiche é un argomento molto sentito: il mondo è nelle nostre mani e dobbiamo proteggerlo ad ogni costo. È fondamentale prendere coscienza che è necessario agire in modo radicale e tempestivo per evitare di superare il punto di non ritorno.
Autore: Tarikua Majocchi 1B LSS
Sitografia:
Wikimedia
La Repubblica
