Cremona è una città per molti aspetti bella, gradevole, la puoi girare a piedi e in bicicletta, ha un centro storico da mozzare il fiato. Ma è anche un luogo dove si vive pericolosamente, perché ha un alto sviluppo industriale, e si tratta di industrie di tipo pesante.
Vedi la Raffineria di Cremona TAMOIL che nel corso dei suoi anni di produzione non ha fatto altro che contribuire, in modo importante, all’inquinamento della falda acquifera.
Un vero e proprio disastro ecologico che ha fatto riflettere, e continua tuttora a farci pensare. Non è pensabile che si possa dare il benestare a questo tipo di attività produttiva senza verificarne in modo regolare e costante l’operato e soprattutto senza verificare i rischi che da essa ne possono scaturire.
Milioni di metri cubi di acqua ogni giorno sono venuti a contatto con il petrolio che è penetrato nelle falde ed ha creato in breve tempo delle falde acquifere inquinate agli idrocarburi.
Le analisi che l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) ha effettuato hanno evidenziato gravissimi danni ambientali e pericoli nocivi alla salute della popolazione.

Le concentrazioni di idrocarburi rilevate, sono ben 2000 volte oltre il parametro consentito.
Si sono riscontrati anche altri valori al limite consentito, per le seguenti sostanze:
Tricloroetilene: che è una sostanza nociva i cui effetti potrebbero portare a danni irreversibili;
Tetracloroetilene: che è un ottimo solvente per sgrassare i metalli, ma che è altrettanto nocivo per la vita umana.

Una situazione devastante e inammissibile!
A lato di un positivo incremento economico purtroppo si è rilevato un tasso di mortalità e di malattia che nel corso degli anni è cresciuto sempre di più, e che purtroppo continuerà a crescere.
Autore: Tommaso Castro 1 B LSS
Sitografia:
Corriere della Sera
La cronica di Cremona
