Un disastro catastrofico

Il disastro della Deepwater Horizon ė una catastrofe avvenuta il 20 aprile del 2010 nella quale è esplosa una piattaforma petrolifera nel golfo del Messico, è stato il più grave disastro ambientale della storia americana e ne risentiamo ancora oggi. La causa è una esplosione a 1500 metri di profondità mentre si stava estraendo il petrolio dal pozzo Macondo; improvvisamente esso ha preso fuoco ed ha cominciato a risalire fino a far esplodere l’intera piattaforma fin quando non è affondata 2 giorni dopo.

Il petrolio è risalito a ritmo di 1000 barili al giorno e delle 126 persone a bordo 11 hanno perso la vita è 17 sono rimaste ferite.

Per fermare la fuoriuscita continua di petrolio, si sono svolte delle operazioni.

A maggio con l’operazione top kill si è cercato di creare un tappo di cemento armato di 100 tonnellate ma senza nessun risultato.

Con l’operazione cut and cap avvenuta il 19 settembre 2010 si è cercato di inserire una nuova valvola di contenimento per il petrolio, ma esso non ha smesso di fuoriuscire.

L’ultima operazione è stata la static kill in cui è stato creato un apposito tappo, ma le conseguenze sono tuttora molto gravi, infatti la Deepwater Horizon ha riversato circa 4,2 milioni di barili di petrolio, creando una chiazza grande 3 volte la Sicilia ed è 16 volte più grave dell’esplosione della petroliera Exxon Valdez nel 1989.

In ordine, gli stati più colpiti sono: Louisiana, Alabama, Mississippi e Florida. Inoltre il petrolio ha aumentato alcuni fenomeni come la corrosione delle scogliere.

Dal punto di vista della fauna, secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration, l’area del Golfo del Messico è l’habitat di 22 specie di mammiferi e 5 specie di tartarughe marine e, dal momento in cui è esplosa la piattaforma petrolifera, la popolazione è scesa del 50 per cento, il tasso di mortalità dei delfini è 4 volte superiore alla media, nell’ arco di 6 anni sono morti dai 500000 agli 800000 uccelli e i nidi delle tartarughe di Kemp sono diminuite del 35 per cento.

Sotto il punto di vista economico, la marea nera ha causato danni enormi.

Partendo dalla pesca, si stima un valore compreso tra i 3,5 e i 4,5 miliardi di dollari e la B.P. (British Petroleum), oltre che aver speso 6 miliardi per le strutture, ha dovuto risarcire 5,5 miliardi di dollari nel 2015. Per il presidente Trump tutto questo non è abbastanza, infatti ha vietato l’uso delle trivelle off-shore, quelle utilizzate durante questa catastrofe.

Per me, questo disastro è stato tra i più catastrofici della storia umana ed ha avuto conseguenze devastanti per l’ambiente.

Autore: Riccardo Sartori 1B LSS

Sitografia:

Lifegate

Wikipedia

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